25 giugno 2009

FESTE GIUNINE

Come lo descrivi ? Come racconti l'ombelico del mondo ? Ieri sera mi trovavo proprio da quelle parti.
Tutto comincia molto lentamente. La cittá di Salvador appare sonnolenta, le vie semideserte. Peró c'é nell'aria qualcosa che fa presagire un mutamento imminente.

Intanto la polizia. Assolutamente fuori dal normale. La cittá ha la fama di essere alquanto pericolosa per rapine, assalti ai turisti e non. Ma cinquemila poliziotti in uniforme e molti di loro in tenuta da assalto non li avevo mai visti. Giravano in squadroni, disponendosi lungo gli incroci strategici della cittá. Accanto a loro la piu' discreta polizia turistica, di norma sempre presente per tutelare i visitatori del centro storico. C'erano appositi palchi costruiti per le forze dell'ordine in modo che potessero controllare dall'alto i movimenti della folla. Ma per il momento tutto sembra ancora tranquillo. Mi aggiro per le strade cercando di orientarmi nel dedalo delle vie. Ho una mappa e mi hanno indicato con una grande X le zone che devo assolutamente evitare.
Quasi tutti i luoghi di culto (principale attrattiva di Salvador) sono chiusi e cosí dopo una visita alla Chiesa di San Francesco (assolutamente favolosa) mi ritiro in ostello per una doccia. Saranno neanche le sei...
Quando esco la sera per cena, non riconosco piú la cittá. Ingoiata da una moltitudine di persone mai vista prima in vita mia. Credo che tutti i tre milioni di abitanti di Salvador siano scesi in piazza con me ! Ovunque scoppiavano petardi e mortaretti. Le "feste giunine" o di giugno sono particolarmente sentite in Bahia e questa sera si celebra quella piú importante di tutto lo stato.
Ovunque si suona musica. Sono stati allestiti cinque palchi per i concerti in punti diversi della cittá e poi ci sono le danze improvvisate e le parate dei vari gruppi folcloristici. La gente é vestita a festa. Un'esplosione di colori e di musica che abbaglia i sensi...
L'odore del cibo e della cachaça é intenso, come quello del sudore e dell'urina dei vicoli. Il fritto e il dolce si mescolano in un'accozzaglia di sensazioni che non riesco piú a distinguere.
La cachaça é veramente forte e mi stordisce. Mi fermo vicino ad un chiosco improvvisato per mangiare un acarajé, il cibo tipico di Bahia, buonissimo.
Poi mi mescolo tra la folla e mi lascio trasportare dal fiume di persone che danzano. Non so dove sto andando, non ho piú una volonta' ma sono semplicemente un granello di sabbia, una nota musicale che vaga in questo oceano di suoni e di folklore che sembra non avere confini.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

"..una nota musicale che vaga in questo oceano di suoni.." beh Pier, leggendo i tuoi "diari" quasi quotidiani, è come se anche noi facessimo parte di quel pentagramma dove ci sono note acute, gravi, alcuine risaltano di più, altre meno, ma tutte valgono la pena di essere ascoltate. Grazie ancora x questo tuo "concerto" .... MarcoG

Anonimo ha detto...

Ciao Gigi, non passa giorno in cui non cerchi avidamente nuovi diari sul tuo blog, non mi sono più fatto sentire perchè mi sono sentito assolutamente a disagio, non più in sintonia talmente sono belle e emozionanti le cose che scrivi; mi sembravano i miei interventi totalmente fuori luogo addirittura disturbanti, perciò non me la sono più sentita di turbare quelle che sono anche mie emozioni con delle banalità, continua così sei sempre esattamente dove vorrei essere io.
Tienti sempre il vento alle spalle e buon viaggio Gigi.
Ruggero

Anonimo ha detto...

...mi raccomando non bere troppo che poi perdi la ragione....i tuoi racconti sono sempre molto belli e ti fanno sentire le emozioni che stai vivendo sul luogo....Grazie!!!

Ciao
Gian Luca

Anonimo ha detto...

fatti cullare da questa follia, così semplice ed armoniosa, il mondo ti gira intondo e tu sei nel centro..sempre!