12 luglio 2009

INTO THE WILD
















Oh it's a mystery to me.
We have a greed, with which we have agreed...
and you think you have to want more than you need...
until you have it all, you won't be free.

Society, you're a crazy breed.
I hope you're not lonely, without me.

When you want more than you have, you think you need...
and when you think more then you want, your thoughts begin to bleed.
I think I need to find a bigger place...
cause when you have more than you think, you need more space.

Society, you're a crazy breed.
I hope you're not lonely, without me.
Society, crazy indeed...
I hope you're not lonely, without me.

There's those thinkin' more or less, less is more,
but if less is more, how you keepin' score?
It means for every point you make, your level drops.
Kinda like you're startin' from the top...
and you can't do that.

Society, you're a crazy breed.
I hope you're not lonely, without me.
Society, crazy indeed...

Eddie Vedder (Into the Wild) song lyrics

10 luglio 2009

PRAIA DA PIPA

Ho raggiunto l'angolo Nord Orientale del Brasile, lo stato del Rio Grande Do Norte. Questa regione presenta chilometri e chilometri di spiagge favolose, quasi immaccolate. Alcune hanno piccole baie circondate da palme, altre sono distese lunghissime da sabbia purissima, con alte dune a fare da contrafforte. Non c' é dunque che l'imbarazzo della scelta. E spesso é veramente difficile decidere dove fermarsi. Ebbene si...un lavoro duro, estenuante.
Scherzi a parte...

Volevo consigliare ai viaggiatori che approderanno su questi lidi, fra le tante spiagge quella di Pipa.

Situata a due ore di macchina a sud di Natal, questa piccola localitá balneare sta diventando famosissima tra i backpackers e non solo. Quando venne "scoperta" dai surfisti negli anni '70 era soltanto un piccolo villaggio di pescatori e niente piu´.
Oggi é un paradiso tropicale con molte pousadas accoglienti (consiglio assolutamente Paousada Xama) e spiagge favolose. La Baia dos Golfinhos (Baia dei delfini) non é soltanto un richiamo turistico ma vi potrá capitare facilmente come e´successo a me di nuotare molto vicino ai delfini che qui vengono per riposarsi e nutrirsi. Uno spettacolo da non perdere !
La Baia do Amor (o dei Naufragados) invece e´ perfetta per praticare il surf da onda.

Alla sera la vita si anima attorno all'unica via, la "main street", piena zeppa di locali per tutte le tasche. Il tutto condito da musica per le strade e un'atmosfera sempre molto rilassata.
Un vero paradiso per l'anima....

Un tragico volo di 30 metri sulla Dike Wall, durante una delle sue note solitarie senza corda. E' morto così John Bachar, celebre climber americano di 51 anni, leggenda vivente delle scalate in free solo e considerato per molto tempo il più forte arrampicatore del mondo. E' stato trovato morto ai piedi della parete che stava scalando alcune ore dopo la fatale caduta, che sembra non aver avuto alcun testimone.


Come al solito, Bachar saliva senza corda, completamente solo. Quando è caduto, nessuno era nei paraggi. Alcuni climber che stavano scalando lì vicino hanno però udito la caduta e si sono messi a cercare, seguiti poco dopo dagli uomini del soccorso. Quando sono arrivati ai piedi della Dike Wall, hanno trovato Bachar, il mito, riverso a terra e senza conoscenza. Frenetica, ma inutile, la corsa in ospedale dove il climber è stato dichiarato morto pochi minuti dopo l'arrivo.

Dotato di equilibrio e audacia oltre ogni misura, Bachar era una leggenda vivente dell'alpinismo. Negli anni Ottanta, ha ridefinito i "limiti del possibile", scalando per primo il grado 5.12 (7a+), nella Yosemite valley. Nella sua carriera ha salito, in libera e in solitaria, vie fino al 7b+, come The Gift nelle Red Rocks. E altre pareti leggendarie a Joshua Tree o nello Yosemite, come New Dimensions, The Nabisco Wall, e The Moratorium: tutte da solo e senza usare nessuna corda. Insieme a Peter Croft nel 1986 ha scalato di seguito The Nose a El Capitan la la Northwest Face dell' Half Dome in 14 ore.

Era un tipo strano, controverso, non scendeva a compromessi. Sapeva di essere il migliore: nel 1981 aveva addirittura offerto una ricompensa di 10mila dollari a chi fosse riuscito a seguirlo nelle sue scalate per un'intera giornata. Nessuno, però, ha mai osato raccogliere la sfida. Alcuni anni dopo, quando era all'apice del successo, è uscito di scena e ha continuato a scalare in privato.

NANGA PARBAT A MEZZANOTTE

E´ fissata per oggi la partenza per la vetta del NANGA PARBAT dal campo 4

Cito dal blog di Giuseppe Pompili, che sta tentando l'impresa: "E' stata lunga, 6 ore per arrivarci, e molto ripida. Impossibile senza corde. Abbiamo dovuto fermarci a metà strada attendendo e aiutando ad attrezzare la via, e siamo arrivati per primi al c4, con Adriano che batteva traccia in stile caterpiller. C'è vento e molto freddo anche se la giornata è bellissima"

Poche righe su questo blog solo per augurarti un grosso in bocca al lupo !
Aspettiamo con ansia notizie della vetta.
Un abbraccio. Pier

08 luglio 2009

INCIDENTI DOMESTICI

Volevo intitolare questo "post" LE CRONACHE DI OLINDA ( la piccola

cittadina dove mi trovavo ieri sera, a pochi chilometri da Recife ) ma
avevo bisogno di un titolo dal forte "impatto" e che attirasse la
curiositá dei lettori di questo blog.

Cominciamo dall'inizio. L'ostello Pousada de Olinda é piuttosto
semplice, come tutti gli ostelli per backpackers, ma decoroso. Un
piccolo giardinetto con cucina all'aperto, qualche amaca qua e la,
bagni con acqua il piú delle volte fredda e piccole camerate che danno
direttamente sulla strada. Di norma c'é sempre una piccola postazione
Internet per controllare la propria posta e di norma il servizio é
gratuito (lento ma gratuito...)

Qui no. Qui mi fanno pagare miseriaccia boia. Quasi un euro per
un'ora. Una FOLLIA ! Cosí decido di sfidare nella notte la pioggia battente, cercando in paese una LAN HOUSE dove spendere un pó meno e non abbattere il mio budget giornaliero.

Scrivo le mail, cazzeggio un pó qua e la tra i siti e poi rientro.
Tempaccio. Serata da lupi. Nessuno in giro per le strade. Ma chi me lo
ha fatto fare, penso tra me e me...

Poi in lontananza nella via scorgo dei lampeggianti. Continuo a
camminare e mi rendo conto che ci sono diverse auto della polizia in
mezzo alla strada. Non riesaco a focalizzare, a capire cosa sia
successo. Sembrano quasi davanti al mio ostello. Che sia successo
qualcosa di anomalo é chiaro...

Penso ad un furto, ad una rapina. E io che ho lasciato tutti i miei
documenti in camera, anche se ben lucchettati in un box ! Mi avvicino
quasi timoroso sulla "scena del crimine" e soltanto allora scopro
quello che era successo veramente !

A causa della pioggia e della forte velocitá un'auto era letteralmente
piombata contro la facciata dell'ostello, sfondando una porta finestra
e distruggendo all'interno, indovinate un pó...LA POSTAZIONE INTERNET
!

Da non crederci. Il computer, la sedie e la piccola scrivania non
esistevano piú...completamente devastati dall'impatto del cofano con
la porta finestra. Il conducente in stato di shock e la polizia che
faceva i rilievi del caso...

E' a quel punto che ho suggerito al proprietario dell'ostello di
cambiare la mia camera che dava anch'essa sulla strada...perché troppo
rumorosa !

"La vita non é quella che si é vissuta......ma quella che si ricorda e
come la si ricorda per raccontarla" Gabriel Garcia Marquez

Ps. Questo episodio e gli strani meccanismi del caso mi hanno fatto
venire in mente almeno tre film che ho molto amato (dal momento che ho
un pó faticato a prendere sonno...)

La meravigliosa sequenza iniziale di Magnolia
Alcuni momenti di Donnie Darko
Lo strano caso di Benjamin Bottoms

04 luglio 2009

ERA IL MIO PORTAFOGLIO...

Mi scuso sin da ora per il contenuto "forte" di questo mio post che potrebbe turbare i fedeli lettori di questo blog. Per i piú apprensivi premetto che non é successo nulla di irreparabile...solo stasera causa sforamento budget giornaliero mi toccherá saltare la cena. ( 35 euro sono 35 euro e che cavoli !!!) Sono episodi che possono accadere ovunque e in qualunque parte del mondo. Non fatevi mai condizionare da ció che vi possono raccontare. Si tratta solo di sfortuna e niente piú. Nella mia personale statistica é il primo scippo in 20 anni di viaggi in giro per il mondo (si vede che sto rimbambendo...)

Il Brasile, lo ribadisco, é un paese meraviglioso e la gente veramente speciale. Ti regalano un sorriso e non pretendono niente in cambio. C'e´molto da imparare dal loro stile di vita.

Detto ció lasciatemi citare il mitico Antonio Albanese, riadattando solo un pochino il testo:

...Sono abbastanza incazzato! Non c'è più, me l'hanno fregato... era una bella giornata.
Sul bus affollato sono salito e dopo pochi minuti, frugando nelle mie tasche... Vuoto! Nulla! Deserto!

Ho pensato: "Ma che?", "Ma come?", "Ma chi *****"... "Mi hanno fregato il mio portafoglio!"
Ora... listen to me... Io giuro il Signore che spererei che tra di voi ci fosse il ladro così ché possa sentire di persona quanto ho da dirgli... CORNUTO! Sappi che quello era il mio portafoglio...

Tu puoi nasconderlo, puoi riverniciarlo, puoi venderlo o tenerlo, puoi farci quello che vuoi, ma resta sempre il mio portafoglio ed a ricordartelo saranno le mie maledizioni, forever...

Le maledizioni ti si attaccheranno al telaio della tua macchina, sul volante e sotto il tuo culo, nel fanale posteriore ed in quello anteriore così che si spengano in una notte tutta buia mentre incroci un grosso TIR guidato da un camionista ubriaco, morto di sonno e per di più inglese e per questo tiene la sinistra...

Nei freni che ti si staccheranno all'improvviso quando ti accorgerai che la macchina davanti a te ha inchiodato. Una volta compresso e schiacciato nel suo bagagliaio ti sorgerà il dubbio che qualcuno ti abbia maledetto... Io!

Spero che le mie maledizioni ti insegneranno a non mettere più il naso tra i ***** miei e in più prego madre natura di infradiciarti di grappoli di emorroidi... di farti sputare sangue una mattina appena alzato, di spappolarti gradualmente il fegato, di farti sordo, muto, ma non per sempre, *******! Che la voce ti venga sporadicamente e per pochi secondi nei quali tu spari delle cazzate immani...

Era il mio portafoglio, cornutazzo!

T'accechi un occhio e ti renda daltonico l'altro... ti doti di un olfatto dove ovunque tu percepisca solo odore di merda... che ti doti di una gobba e se già ce l'hai, che in questo caso te la accentui, così che l'unica cosa che tu riesca a vedere saranno i tuoi *******i!

Ed in fine... che uno stormo di piccioni incazzati ti scambino per l'assessore all'ecologia riempiendoti integralmente di scagazzate così che tu debba scappare col mio portafoglio però pieno di merda...

Liberamente ispirato ad Alex Drastico di Antonio Albanese

29 giugno 2009

LENCOIS E LE SUE MERAVIGLIE

Lencois ti entra nel cuore. E´ piccola, solo poche case, ma affascinante, solare, pigra ma esuberante al tempo stesso.
Qui tutto si rallenta...il tempo si ferma e si galleggia in un'altra dimensione. Sono ancora qui, non riesco a partire. Complice anche il fatto che ci sono soltanto tre autobus che portano a Salvador. Tutto esaurito a causa delle feste giunine che hanno richiamato molti "locals" da queste parti. Ma questa terra mi sta cullando dolcemente e l'idea di partire mi crea una grande 'saudage" come mai avevo provato prima.

Lencois significa lenzuola in portoghese e si riferisce agli accampamenti dei minatori che giunsero da queste parti in massa in cerca di fortuna. Le loro tende bianche ammassate sulla collina parevano lenzuola stese. Siamo all'ingresso del Parco Nazionale della Chapada Diamantina, un paradiso ecologico. Qui cascate, grotte meravigliose, panorami mozzafiato e fiumi idilliaci offrono lo spunto per praticare ogni genere di attivitá sportiva. Ci sono numerose agenzie in cittá che offrono la possibilitá di organizzare tour meravigliosi di uno o piú giorni.

Ho raggiunto Lencois a tarda notte proprio quando cominciava la Festa de Sao Joao, una grande festa di strada con danze tradizionali e faló davanti ad ogni casa. L'atmosfera, cosí diversa dalla caotica Salvador, era incantevole. La piazza principale era decorata con bandierine colorate e tutto il paese stava danzando. Le stradine acciotolate e i palazzi dipinti a colori vivaci erano illuminati dalle fiamme dei fuochi accesi. Una magia, un'incanto di suoni e colori mi avvolgeva.

I giorni seguenti li ho trascorsi all'interno del Parco Nazionale, esplorando fiumi e grotte. Facendo snorkeling (alcuni percorsi sono unici al mondo perché si snodano all'interno di grotte di una bellezza mozzafiato ) - Alcuni fiumi creano scivoli naturali sui quali e´possibile fare toboga per tuffarsi in pozze di acqua trasparente o cascate sotto le quali nuotare e farsi cullare dalla corrente.

Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questi luoghi che i Brasiliani definiscono "la natureza". E credo fin'ora che questo sia il piú bel posto che ho visitato nel corso del viaggio. Mi dicono che a Nord si incontrano posti ancora piú meravigliosi e dunque é tempo di partire.

Nei prossimi giorni saró sulla costa dello stato di Bahia e spero di trovare un volo per l'arcipelago di Fernando da Noronha (a 500 km dalle coste del Brasile) il paradiso in Terra, una delle maggiori bellezze naturalistiche del pianeta, L'accesso é limitato a soli 200 visitatori al giorno e la stagione turistica si avvicina. Quindi approfitto di questa giornata di relax per cercare sul Web un "passaggio per il paradiso".

25 giugno 2009

FESTE GIUNINE

Come lo descrivi ? Come racconti l'ombelico del mondo ? Ieri sera mi trovavo proprio da quelle parti.
Tutto comincia molto lentamente. La cittá di Salvador appare sonnolenta, le vie semideserte. Peró c'é nell'aria qualcosa che fa presagire un mutamento imminente.

Intanto la polizia. Assolutamente fuori dal normale. La cittá ha la fama di essere alquanto pericolosa per rapine, assalti ai turisti e non. Ma cinquemila poliziotti in uniforme e molti di loro in tenuta da assalto non li avevo mai visti. Giravano in squadroni, disponendosi lungo gli incroci strategici della cittá. Accanto a loro la piu' discreta polizia turistica, di norma sempre presente per tutelare i visitatori del centro storico. C'erano appositi palchi costruiti per le forze dell'ordine in modo che potessero controllare dall'alto i movimenti della folla. Ma per il momento tutto sembra ancora tranquillo. Mi aggiro per le strade cercando di orientarmi nel dedalo delle vie. Ho una mappa e mi hanno indicato con una grande X le zone che devo assolutamente evitare.
Quasi tutti i luoghi di culto (principale attrattiva di Salvador) sono chiusi e cosí dopo una visita alla Chiesa di San Francesco (assolutamente favolosa) mi ritiro in ostello per una doccia. Saranno neanche le sei...
Quando esco la sera per cena, non riconosco piú la cittá. Ingoiata da una moltitudine di persone mai vista prima in vita mia. Credo che tutti i tre milioni di abitanti di Salvador siano scesi in piazza con me ! Ovunque scoppiavano petardi e mortaretti. Le "feste giunine" o di giugno sono particolarmente sentite in Bahia e questa sera si celebra quella piú importante di tutto lo stato.
Ovunque si suona musica. Sono stati allestiti cinque palchi per i concerti in punti diversi della cittá e poi ci sono le danze improvvisate e le parate dei vari gruppi folcloristici. La gente é vestita a festa. Un'esplosione di colori e di musica che abbaglia i sensi...
L'odore del cibo e della cachaça é intenso, come quello del sudore e dell'urina dei vicoli. Il fritto e il dolce si mescolano in un'accozzaglia di sensazioni che non riesco piú a distinguere.
La cachaça é veramente forte e mi stordisce. Mi fermo vicino ad un chiosco improvvisato per mangiare un acarajé, il cibo tipico di Bahia, buonissimo.
Poi mi mescolo tra la folla e mi lascio trasportare dal fiume di persone che danzano. Non so dove sto andando, non ho piú una volonta' ma sono semplicemente un granello di sabbia, una nota musicale che vaga in questo oceano di suoni e di folklore che sembra non avere confini.

24 giugno 2009

SALVADOR: L´OMBELICO DEL MONDO...

Questo è l'ombelico del mondo
dove si incontrano facce strane di una bellezza un po' disarmante
pelle di ebano di un padre indigeno e occhi smeraldo come il diamante
facce meticce da razze nuove come il millennio che sta arrivando
questo è l'ombelico del mondo e noi stiamo già ballando
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo dove non si sa dove si va a finire
e risalendo dentro se stessi alla sorgente del respirare
è qui che si incontrano uomini nudi con un bagaglio di fantasia
questo è l'ombelico del mondo senti che sale questa energia
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo è qui che c'è il pozzo dell'immaginazione
dove convergono le esperienze e si trasformano in espressione
dove la vita si fa preziosa e il nostro amore diventa azioni
dove le regole non esistono esistono solo le eccezioni
questo è l'ombelico del mondo.
questo è l'ombelico del mondo è qui che nasce l'energia
centro nevralgico dell'universo da qui che parte ogni nuova via
dalle province del grande impero sento una voce che si sta alzando
questo è l'ombelico del mondo e noi stiamo già ballando
questo è l'ombelico del mondo.

22 giugno 2009

L' UOMO SOGNA DI VOLARE...

Ebbene si...dopo giorni e giorni di accurata pianificazione e di studi ero giunto ad un punto morto.
Mi ero incastrato, un pó come succede con la dama o con gli scacchi...spalle al muro.
Mi ero infilato in un vicolo cieco e non sapevo piú come fare per uscirne. Distanze oceaniche mi separavano dalla mia prossima meta.

11 o 12 ore di bus da Brasilia, la ultramoderna capitale del Brasile di cui avevo sentito pareri discordanti. La mia guida ne parlava con interesse ma ho imparato a mie spese che alle volte anche la Lonely Planet deve riempire le pagine e non sempre le destinazioni di cui parla sono cosí interessanti. Alla fine ho ascoltato i preziosi consigli di una persona di cui non posso fare il nome perché é la mia fidanzata..."non ci andare...fa schifo !!!..." ...testuali parole.
E poi avevo 22 ore di bus da Belo Horizonte per raggiungere Salvador de Bahia. Sebbeme mi fossi ripromesso di "affrontare" questo viaggio soltanto con mezzi locali, ho dovuto desistere. Ci ho pensato e ripensato. Stamane ho confrontato i prezzi delle compagnie aeree low-cost e quelle rodoviarie.
Con 50 euro di differenza in due ore posso arrivare a Salvador bello fresco e riposato pronto per la grande festa del 23/24 giugno, i giorni della maggiore festa dell'entroterra regionale del Brasile (festas juninas).
Che sia piccola o grande la città, paese o villaggio, nel mese di giugno non esiste uno solo dei 417 municipi di Bahia dove non si festeggi con almeno una fogueira (falò, petardi e giochi pirotecnici). L'apoteosi, durante la notte del 23 giugno, consiste nella presentazione di ben 2600 spettacoli in un unico giorno per tutto lo stato di Bahia.

E cosí oggi trascorro la mia giornata di relax a Belo Horizonte in attesa del volo di domattina per Salvador.
Prossimi aggiornamenti dallo Stato di Bahia. Pier, from Brazil

19 giugno 2009

ORO NERO

É la traduzione dal portoghese di Ouro Preto, una delle destinazioni piú visitate del Brasile dopo le cascate di Iguazú.
Stamattina, appena giunto da Belo Horizonte, mi sono affacciato dall'alto della piazza vicina alla stazione degli autobus.
Se non fosse per le vetture che circolano per le stradine acciotolate, potrei dire di essere tornato indietro nel tempo, quando i "bandierantes" del XVIII secolo scorrazzavano per queste terre alla ricerca di oro e di schiavi.
Le 23 chiese sono come gemme incastonate nel paesaggio, fatto di case coloratissime e dai tetti in terracotta, strette viuzze, piazze e fontane. Un continuo tortuoso sali-scendi di strade ripidissime che si inerpicano lungo la collina alle pendici della Serra do Espinacho. Un paese incantato e perfettamente conservato, ovviamente patrimonio dell'UNESCO.
Per chi visita il Brasile, una meta da non perdere.
E poi in questi giorni si svolge il delizioso Festival del Cinema. Un appuntamento da non mancare. Stasera grande anteprima in piazza, dove e´ stato allestito un grande schermo per le proiezioni e poi, a tarda notte musica anni ´70 ...

PAESI E IMMAGINI

Approfitto di questo spazio per salutare un caro amico che in questo preciso momento si trova in un'altro angolo del pianeta ad inseguire i suoi sogni. Giuseppe Pompili sta affrontando il Nanga Parbat, la nona montagna piú alta del pianeta ma sicuramente una delle piú difficili. Dal suo sito www.paesieimmagini.it potete seguire attraverso il blog la "diretta" di questa impresa.
 
IN BOCCA AL LUPO, Giuseppe.
A presto,
Pier
 
 

16 giugno 2009

E' ARRIVATO L'INVERNO...

Prima tappa del mio lungo viaggio all'interno del Brasile e' Petropolis, una graziosa cittadina detta anche "cittá imperiale" perché in passato l´imperatore Dom Pedro I vi trascorreva le sue estati, sedotto dalla bellezza della Mata Atlantica  e dal clima frizzante della regione. Non siamo molto lontani da Rio de Janeiro (soltanto 68 chilometri) ma giá qui il clima é decisamente piú freddo. Durante il giorno si passeggia tranquillamente in t-shirt ma la sera, appena cala il sole, occorre coprirsi decisamente e i pochi abiti pesanti che ho portato con me sono appena sufficienti. Ieri il fiato si gelava, camminando lungo la via principale della cittá. Siamo a circa 800 metri di altitudine e nel pomeriggio mi trasferiró in bus nel vicino stato di Minas Gerais (vero cuore delle cittá coloniali) dove l'inverno é ormai alle porte e mi dicono faccia ancora piú freddo. Staremo a vedere...credo che la discesa di rafting che avevo previsto da queste parti sará rimandata a data da destinarsi !

BRIGITTE BARDOT...BARDOT...

Dopo aver trascorso diversi giorni a Rio, girando in lungo e in largo la citta´ (che non ho trovato cosi' affascinante come dicono...) mi sono trasferito poco piu´ a est, sempre nello stato di Rio De Janeiro. La localitá prescelta si trova nei dintorni di Cabo Frio. Dicono che qui l'inverno viene a trascorrere le vacanze (come pure i carioca...) 
Qualche giorno alla scoperta delle spiagge di Arraial do Cabo, piccola cittadina di pescatori. Escursioni in barca verso lidi incontaminati e grandi nuotate nelle acque (fredde...) cristalline. E' un vero paradiso per lo snorkeling e le immersioni. Credo che presto o tardi dovro' affrontare il battesimo del mergulho (immersione) vincendo le mie paure e claustrofobie.
 
A breve distanza da Arraial si trova la cittadina di Buzios, definita la Saint Tropez del Brasile. Qui Brigitte Bardot trascorreva le sue vacanze e da allora, da piccolo villaggio di pescatori si e´ trasformata in un ricco e turistico luogo di villeggiatura. La lunga passeggiata a mare e le vie interne lastricate in pietra sono affollate di boutique di lusso e ristoranti di ogni genere. Locali con musica dal vivo ogni sera fanno a gara per accaparrarsi i clienti che affollano le vie della cittadina. Ma nonostante tutto l'atmosfera e' molto rilassata e ho trascorso con piacere un paio di giorni qui, esplorando le splendide spiagge (principale attrazione del posto) che si trovano nei dintorni. Sono oltre 17 e una diversa dall'altra per conformazione, colore dell'acqua e sport che e' possibile praticare. Tutti in paese girano con le divertentissime dune-buggies che si noleggiano a prezzi irrisori.
 
Dopo diversi giorni trascorsi sulla costa adesso ho deciso di cambiare nuovamente rotta e dirigermi verso l'interno, alla scoperta delle bellissime (cosi' dicono...) citta' coloniali del Brasile. Un saluto a tutti gli amici che mi seguono...